I consigli senza tempo di una creativa.
Caro lettore, porto alla tua attenzione Minuti Scritti. 12 esercizi di pensiero e scrittura, scritto da Annamaria Testa e pubblicato nel 2013. A proposito del suo libro, l’autrice nell’introduzione scrive:
«Dunque, per favore, non usate questo libro come un manuale di scrittura – tutto sommato, di come scrivere parla ben poco – ma, piuttosto, come una guida utile a percorrere molte tracce di pensiero, a riconoscere la più promettente e poi a tradurla al vostro meglio in parole.
E per favore non cercate in questo libro I Miei Dodici Magici Segreti Per Scrivere Testi Bomba In Cinque Minuti. Non c’è nessun magico segreto da scoprire: c’è qualche regola di base da ricordare (ve ne parlo), c’è qualche accortezza da usare (vi racconto perché) ma soprattutto ci sono diversi processi mentali che potete attivare e, dopo, c’è un gran lavoro di ripulitura».1
Questo libro è una guida sul flusso creativo, applicato alla scrittura. Te lo consiglio se: per lavoro o per semplice piacere vuoi conoscere cosa accade durante il processo creativo nella mente di un autore; se cerchi, da lettore e scrittore – o semplicemente da essere umano intelligente e quindi curioso – una descrizione delle dinamiche della mente chiamata a gestire le parole da ordinare in un discorso, in una storia.
«Immaginate di dover descrivere come si fa a bere un bicchiere d’acqua a qualcuno che non sappia né che cos’è l’acqua, né che cos’è un bicchiere».2
Prima della scrittura viene il pensiero, con tutti i bias cognitivi dei quali una mente, in quanto intelligenza situata, è portatrice: meglio essere in grado di riconoscerli prima di tradurli o meno su carta. E prima ancora dei pensieri c’è uno stato mentale, che permette o non permette ai pensieri e alle idee di affiorare: meglio avere gli strumenti per riconoscerlo e quindi gestirlo.
«Sembra una faccenda astratta e teorica ma vi assicuro che non lo è: per esempio, se state cercando un’idea che non avete ancora vi conviene non agitarvi e mettervi in una condizione di attenzione diffusa, a un basso livello di vigilanza (arousal) e scegliere un posto tranquillo, in modo da non essere sovrastati dagli stimoli esterni. Vuol dire che state rilassati senza focalizzarvi su niente di specifico e lasciate vagare la mente cercando solo di non addormentarvi, specie se siete in ufficio».3
«L’associazione tra sonno e migliorata capacità di risolvere problemi le cui coordinate siano interiorizzate prima di addormentarsi viene provata nel 2009 da Denise Cai, mentre già nel 1978 Colin Martindale dimostra che il pensiero creativo è, a livello cerebrale, associato alla produzione di onde alfa, tipica del dormiveglia e dello stato di rilassamento profondo».4
«E qui si tratta di essere bravi a bilanciare i dati, le informazioni e tutti gli altri stimoli esterni (pressioni e fattori di stress compresi) che ci colpiscono, o che andiamo a intercettare fuori di noi, con le memorie, le emozioni, i ricordi, il complesso delle conoscenze e delle competenze, il senso di identità che portiamo dentro di noi. Tutto questo riguarda il saper modulare la nostra attenzione».5
L’incontro con la scrittura di Annamaria Testa ti regalerà il piacere di una prosa che scorre con naturalezza riuscendo a dare ordine, in diretta, a una caotica rete di conoscenze e riferimenti bibliografici. La visione di un pensiero il quale ha conquistato ampiamente, con l’esperienza e lo studio, la sua consapevolezza. Leggendo ad alta e a bassa voce, se scrivi, ti sentirai finalmente stanato. Una piccola confidenza: nel capitolo “Appuntamento al buio”, il racconto dedicato a come si scriveva ai tempi dell’Olivetti Lettera 22 e del bianchetto6 è tra le mie pagine preferite.
1 Annamaria Testa, Minuti scritti. 12 esercizi di pensiero e scrittura, Rizzoli Etas, Milano 2013, p. XVIII.
2 Ivi, p. 3.
3 Ivi, p. 154.
4 Ivi, p. 84.
5 Ivi, p. 206.
6 Ivi, p. 126.



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